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Lavorare nell'emergenza coronavirus

"Lavorare o non lavorare, questo è il dilemma."

Parafrasando il celebre testo dell'Amleto di W. Shakespare, si sintetizzano i dubbi che in questi giorni hanno tenuto banco nelle conversazioni tra professionisti e non.

Dubbi più che leciti visto che nel giro di una settimana si sono susseguiti ben tre DPCM, due Ordinanze del Ministero della Salute e ben tre autocertificazioni per gli spostamenti; se a questi andiamo ad aggiungere i vari provvedimenti emanati a livello locale dai Governatori delle Regioni e dai Sindaci non vi è dubbio che sia più che lecito avere qualche dubbio e molta incertezza.

 

Ben convinti che nessuna parcella possa valere quanto la nostra salute, la nostra vita o quella dei nostri cari, a tutti coloro che non possono chiudere l'ufficio e lavorare da casa raccomandiamo la massima prudenza e attenzione, oltre al rispetto di tutte le norme; detto questo, ci sembra utile analizzare l'attuale situazione normativa e cercare di capire quali sono i margini operativi per i Liberi Professionisti.

Noi non abbiamo una risposta certa, non vogliamo e non possiamo dirvi cosa fare o cosa non potete fare, cercheremo semplicemente di riassumere e fare un po' di chiarezza, in modo che ciascuno possa trarre le proprie conclusioni e fare le proprie scelte.

Andiamo con ordine. ( vedi gli ultimi aggiornamenti a fondo pagina )


Con ORDINANZA 30 gennaio 2020 del Ministero della Salute viene "interdetto il traffico aereo dalla Cina, quale Paese comprendente aree in cui si e' verificata una trasmissione autoctona sostenuta del nuovo Coronavirus (2019 - nCoV)".


Con DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 gennaio 2020 viene "dichiarato, per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili."


Con DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6 vengono stabilite le misure da adottare "nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi e' un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area gia' interessata dal contagio".


Con DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2020 vengono emanate le prime "misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia". In questo Decreto troviamo le prime disposizioni che potrebbero limitare le attività lavorative dei Liberi Professionisti :

Art. 1

a) evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonche' all'interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessita' ovvero spostamenti per motivi di salute. E' consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
b) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) e' fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
c) divieto assoluto di mobilita' dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, lettera r);
q) sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalita' di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilita' e coordinamenti attivati nell'ambito dell'emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all'allegato 1 lettera d), ed evitando assembramenti;

Art. 2

a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui e' coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilita'; e' altresi' differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attivita' convegnistica o congressuale;
s) qualora sia possibile, si raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o di ferie;
z) divieto assoluto di mobilita' dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

Art. 3

c) si raccomanda di limitare, ove possibile, gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari;
d) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) e' fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;


Con DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 marzo 2020 vengono emanate ulteriori "misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale".

Art. 1

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all'art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio nazionale.
2. Sull'intero territorio nazionale e' vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.


Con DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 2020 vengono emanate ulteriori misure urgenti .

Art. 1

6) Fermo restando quanto disposto dall'art. 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo 2020 e fatte salve le attivita' strettamente funzionali alla gestione dell'emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attivita' indifferibili da rendere in presenza.
7) In ordine alle attivita' produttive e alle attivita' professionali si raccomanda che:
a) sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalita' di lavoro agile per le attivita' che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalita' a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonche' gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano sospese le attivita' dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
d) assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
e) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
10) Per tutte le attivita' non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalita' di lavoro agile.

Quindi tutte le norme emanate davano limitazioni generiche alle attività dei Liberi Professionisti, non imponendo di fatto l'obbligo di interruzione della propria attività Professionale.

La maggior limitazione imposta era semmai negli spostamenti, laddove dovendo compilare le famose autocertificazioni, chiunque fosse nella necessità di spostarsi doveva dichiarare le "comprovate esigenze lavorative". Quindi qualunque professionista dovesse recarsi presso la il proprio Studio, presso la sede di un cliente e presso un ufficio pubblico poteva invocare le proprie esigenze lavorative, salvo poi doverle dimostrare in caso di controllo.

La vera o propria rivoluzione avviene Sabato 21 marzo quando alcuni Governatori di Regione emettono delle proprie Ordinanze restrittive, alle quali farà seguito nella giornata di Domenica 22 marzo il Dpcm del 22 marzo 2020 ; sono questi i primi provvedimenti che coinvolgono esplicitamente le attività professionali.


Il Dpcm del 22 marzo 2020 prevede

Art. 1

1.a Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 [1]. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 [2].
1.b è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute;
1.d restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva

l'Allegato 1 contiene l'elenco delle Attività consentite; le attività vengono identificate con il codice ATECO e quindi risulta di facile lettura.

Tra i codici ATECO riportiamo quelli che rimandano ale attività Professionali :

j (DA 58 A 63) Servizi di informazione e comunicazione
K (da 64 a 66) Attività finanziarie e assicurative
69 Attività legali e contabili
70 Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
74 Attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari

 Note :

[1] articolo 1.7, Dpcm 11 marzo 2020

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:

  1. sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
    siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  2. siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  3. assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  4. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

[2] articolo 87 DL 17 marzo 2020 n. 18 (Misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali)

  1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, il lavoro agile e' la modalita' ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che, conseguentemente:
    a) limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attivita' che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell'emergenza;
    b) prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81.

Queste le previsioni normative di carattere Nazionale.

Passiamo ora alla disamina delle norme di carattere Regionale.


 In Regione Lombardia il Governatore ha emanato due ordinanze, la n. 514 del 22 marzo 2020 e la n. 515 del 23 marzo 2020.

Con queste ordinanze viene disposto che :

  • È vietato ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale, nonché all’interno del medesimo territorio, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute.
  • Sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici. Deve comunque essere garantita la distanza di sicurezza dalle altre persone. La polizia e altri organi di esecuzione autorizzati provvedono a far rispettare tale disposizione nello spazio pubblico. Ai contravventori sarà comminata una sanzione amministrativa di euro 5.000,00.
  • Divieto assoluto di mobilità dal proprio domicilio o residenza per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.
  • Sospensione presso le rispettive sedi e uffici decentrati dell’attività delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2 del d.lgs 165/2001 nonché dei soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative di cui all’art. 1 della legge 241/1990, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.
  • Sono chiuse le attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza.
  • Per tutte le attività si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.
  • È disposto il fermo delle attività nei cantieri, previa concessione del termine per la messa in sicurezza, fatti salvi quelli relativi alla realizzazione e manutenzione di strutture sanitarie e di protezione civile, alla manutenzione della rete stradale, autostradale, ferroviaria, del trasporto pubblico locale, nonché quelli relativi alla realizzazione, manutenzione e funzionamento degli altri servizi essenziali o per motivi di urgenza o sicurezza.
  • Sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti.

Le disposizioni di cui alla presente ordinanza producono effetto dal 22/03/2020 fino al 15/04/2020.


 In Regione Piemonte il Presidente ha emanato il Decreto Presidente della Giunta Regionale n. 34 - 21 marzo 2020 che prevede :

  • la chiusura degli uffici pubblici e degli studi professionali, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali ed indifferibili (oltre alla possibilità di attuare lo smart working);
  • il fermo dell’attività nei cantieri, ad eccezione di quelli di interesse strategico;
  • il divieto di assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici.

Relativamente all'attività dei Liberi Professionisti, il sito internet della Regione Piemonte riporta tre interessanti FAQ:

Domanda : I professionisti, alla luce dell’articolo 19 del decreto 34 della Regione Piemonte, possono recarsi presso gli studi per esercitare le “attività indifferibili ed urgenti” sulla base di una propria autonoma e insindacabile valutazione coperta da segreto professionale?
Risposta: Si, ma nel rispetto, comunque, degli obblighi di prevenzione del contagio da COVID 19 previsti dalla normativa attualmente vigente.

Domanda : Al fine di incentivare il lavoro agile, i collaboratori e i dipendenti degli studi professionali, possono comunque recarsi negli studi professionali?
Risposta : Si, ma i soggetti in smartworking potranno trattenersi negli studi per il solo tempo necessario per il ritiro e la consegna dei documenti.

Domanda : I professionisti possono incontrare i propri clienti presso gli studi?
Risposta : No, se non nel caso di assoluta necessità, privilegiando comunque la consulenza mediante strumenti di comunicazione a distanza.


(24-03-2020) Rimangono alcuni dubbi sulla prevalenza tra le norme nazionali e quelle regionali.

Lo stesso Governatore della Regione Lombardia nella giornata del 23/03/2020 ha manifestato sul proprio profilo facebook questa perplessità.

2020 03 24


(26-03-2020) Il Presidente della Repubblica ha firmato il DECRETO LEGGE 25 marzo 2020 n. 19.

Sempre nella tematica delle libere professioni si segnala:

Art. 1.2.

a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilita' di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessita' o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;
b) chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici;
c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonche' rispetto al territorio nazionale;
d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di fuori del territorio italiano;
e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche' risultate positive al virus;
f) limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
g) limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso;
p - sospensione dei servizi educativi ...... delle attivita' didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, ...... di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie ........, nonche' i corsi professionali e le attivita' formative svolte da altri enti pubblici....
z) limitazione o sospensione di altre attivita' d'impresa o professionali, anche ove comportanti l'esercizio di pubbliche funzioni, nonche' di lavoro autonomo, con possibilita' di esclusione dei servizi di pubblica necessita' previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;

Art. 3 - Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale

1. Nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2, comma 1, e con efficacia limitata fino a tale momento, le regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive, tra quelle di cui all'articolo 1, comma 2, esclusivamente nell'ambito delle attivita' di loro competenza e senza incisione delle attivita' produttive e di quelle di rilevanza strategica per l'economia nazionale.
2. I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali, ne' eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano altresi' agli atti posti in essere per ragioni di sanita' in forza di poteri attribuiti da ogni disposizione di legge previgente.

Stando a quanto scritto al comma 1 dell'art. 3, i provvedimenti emessi dalle Regioni valgono "Nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2, comma 1, e con efficacia limitata fino a tale momento"; pertanto tali provvedimenti decadono nel momento in cui viene emanato un successivo DPCM.


05/04/2020 - Regione Lombardia Ordinanza n. 521 del 05/04/2020

Regione Lombardia introduce l'obbligo di utilizzare le mascherine o altre forme di protezione individuale per uscire dalla proprie abitazioni e stabilisce l'elenco delle attività professionali che devono essere "svolte in modalità di lavoro agile (Smart Working), fatti salvi gli specifici adempimenti relativi ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza. Qualora l'esercizio dei predetti servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza comporti il contatto diretto con i clienti presso gli studi delle attività, essi devono avvenire esclusivamente previo appuntamento."


10/04/2020 - DPCM 10 Aprile 2020

Riscrive le restrizioni che rimarranno in vigore fino al 3 maggio 2020;
in particolare, relativamente alla attività professionali dispone che : 

Art. 1 comma. lettera ii - in ordine alle attività professionali si raccomanda che:

a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonchè gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.


11/04/2020 Regione Lombardia Ordinanza n. 528 del 11 aprile 2020

La nuova ordinanza viene emanata in seguito al nuovo DPCM del 10/04/2020 e riguardo alle attività professionali dispone che:

A) si applicano le misure adottate con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020, ad eccezione di quanto segue:

a.1) le attività professionali, scientifiche e tecniche di cui ai codici Ateco 69 (Attività legali e contabili), 70 (Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale), 71 (Attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi ed analisi tecniche), 72 (Ricerca scientifica e sviluppo) e 74 (Altre attività professionali, scientifiche e tecniche) devono essere svolte in modalità di lavoro agile, fatti salvi gli specifici adempimenti relativi ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza.
Qualora l'esercizio dei predetti servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza comporti il contatto diretto con i clienti presso gli studi delle attività, essi devono avvenire esclusivamente previo appuntamento;


Seguiranno nuovi aggiornamenti.


 

È​ disponibile on-line il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti, modificato sulla base delle nuove disposizioni introdotte dal dpcm 22 marzo 2020.

Scarica il nuovo modulo per l'autocertificazione in vigore dal 23/03/2020 fonte : Ministero dell'Interno

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